Inchiesta · Pluralismo e proprietà editoriale
Pluralismo dei media: i numeri che non tornano nei bilanci editoriali
Concentrazione proprietaria e quote di mercato nella stampa quotidiana
I bilanci consolidati dei gruppi editoriali italiani raccontano una storia diversa da quella che circola nelle note stampa. Le quote di diffusione dichiarate dalle testate non coincidono con le rilevazioni indipendenti, e la forbice si allarga ogni anno. Abbiamo messo a confronto i documenti depositati con i dati pubblicati dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Come abbiamo lavorato
La ricostruzione parte da tre fonti verificabili. I bilanci camerali depositati dai principali gruppi editoriali tra il 2021 e il 2024. Le relazioni di sostenibilità, dove presenti, che spesso contengono tabelle di diffusione non allineate ai bilanci. E gli atti dell'Agcom sulle concentrazioni nel settore della stampa quotidiana. Nessuna di queste fonti, presa da sola, basta a ricostruire il quadro: è l'incrocio che fa emergere le discrepanze.
Abbiamo scelto di non usare stime di mercato elaborate da terzi, perché non sempre dichiarano la metodologia. Dove i dati mancavano, lo abbiamo scritto. Dove una testata non pubblica il bilancio, lo abbiamo annotato come limite della verifica.
Tre nodi che tornano in tutti i bilanci
- Le copie diffuse in abbonamento digitale vengono conteggiate insieme a quelle in edicola, senza distinzione di valore pubblicitario.
- Le partecipazioni in società veicolo rendono opaca la proprietà effettiva di alcune testate minori.
- La presenza di consiglieri indipendenti nei board si è ridotta in modo misurabile negli ultimi tre esercizi.
La concentrazione in numeri
Nei documenti consultati emerge che un numero ristretto di gruppi controlla la maggior parte delle testate a maggiore tiratura. Il dato non è nuovo, ma il modo in cui viene presentato cambia a seconda del documento: le relazioni di sostenibilità tendono a parlare di "testate affiliate", i bilanci di "partecipazioni". La differenza non è solo linguistica, perché incide su come vengono calcolate le quote di mercato rilevanti per le soglie di concentrazione.
Sulle testate minori la verifica è più difficile. Molte non depositano bilanci separati, altre li pubblicano con mesi di ritardo. Questo rende impossibile stabilire con precisione quante voci editoriali indipendenti restano attive in alcune aree del paese.
Cosa resta aperto
Due questioni meritano un seguito. La prima riguarda i criteri con cui l'autorità calcola le quote rilevanti quando la proprietà passa attraverso holding estere. La seconda riguarda l'effettiva indipendenza dei consigli di amministrazione, che nei documenti analizzati risulta dichiarata ma raramente verificabile dall'esterno.