Chi siamo, da dove vengono i documenti che pubblichiamo e perché continuiamo a occuparci di frequenze, pluralismo e diritto all'informazione.
Storia della testata
Non è una cronologia di tappe celebrative. È il percorso di una redazione che ha scelto di lavorare sui documenti: delibere, atti camerali, bilanci depositati, ordinanze. Qui trovano posto le scelte che hanno cambiato il modo in cui conduciamo le inchieste e i risultati che quelle scelte hanno prodotto.
All'inizio il lavoro era quasi tutto su carta: richieste di accesso agli atti, audizioni parlamentari, verbali delle gare per le bande destinate al servizio pubblico. Abbiamo imparato presto che il calendario dei rinvii racconta più della notizia stessa, e che un verbale letto accanto a un ricorso assume un senso diverso. Da lì è nata l'abitudine di pubblicare la ricostruzione documentale insieme al testo dell'articolo.
Quando abbiamo iniziato a incrociare i bilanci consolidati dei gruppi editoriali con le rilevazioni indipendenti sulla diffusione, il quadro sulla concentrazione proprietaria è diventato più leggibile. Abbiamo deciso di tenere insieme cronaca e numeri nello stesso pezzo, anche a costo di renderlo più lungo. Le quote di mercato, le presenze nei consigli di amministrazione e le voci di sostenibilità vanno lette nella stessa pagina, altrimenti restano frammenti.
Il capitolo sulle censure amministrative è arrivato dopo. Serviva un metodo per distinguere gli ordini dell'autorità giudiziaria dalle richieste amministrative, e per tenere traccia dello stato dei ricorsi. Abbiamo costruito un archivio dei provvedimenti che aggiorniamo ogni anno, con il tipo di atto, la testata coinvolta e l'esito pendente. È un lavoro lento, ma è l'unico modo per misurare l'effetto delle rimozioni sulla memoria storica degli archivi.
Lavoriamo in pochi e preferiamo pubblicare meno, con più passaggi di verifica. Ogni inchiesta passa da almeno due letture interne e da un confronto con chi è citato nei documenti, quando è possibile. Questa impostazione ha un costo in tempi di pubblicazione, ma ci ha permesso di correggere errori prima che uscissero e di mantenere un rapporto diretto con le fonti istituzionali e associative.
Restano i nodi sui canoni, sugli obblighi di copertura nelle aree interne e sulla trasparenza dei dati per le testate minori. Sono i prossimi dossier su cui stiamo lavorando, insieme al monitoraggio delle impugnazioni ancora pendenti davanti ai tribunali. Chi vuole seguire il filo può partire dalle inchieste pubblicate e dalle fonti che citiamo in ciascun pezzo.
Perché esiste questa testata, e cosa cambia per chi la legge.
Chi siamo e perché lo facciamo
Il punto di partenza è sempre lo stesso: un fascicolo, una richiesta di accesso agli atti, una delibera pubblicata in ritardo. Da lì ricostruiamo i passaggi che riguardano le frequenze televisive, le nomine nelle authority, le rimozioni di contenuti giornalistici e le concentrazioni proprietarie nella stampa quotidiana. Non inseguiamo la notizia del giorno: seguiamo il filo dei documenti finché il quadro non regge.
Chi ci legge sono giornalisti, ricercatori, studenti di diritto dell'informazione, funzionari pubblici e lettori che vogliono capire come si decide davvero su ciò che possono vedere e leggere. A loro offriamo ricostruzioni verificabili, con fonti citate e limiti dichiarati.
Nessun contenuto viene concordato con aziende, partiti o gruppi editoriali. Le collaborazioni esterne sono dichiarate in calce a ogni pezzo.
Verifica interna prima della pubblicazioneOgni inchiesta parte da fonti primarie: delibere, atti camerali, bilanci depositati, ordinanze. Le interviste servono a chiarire, non a sostituire i documenti.
Fonti citate e consultabiliQuando un dato manca o non è verificabile, lo scriviamo. Preferiamo un'inchiesta incompleta ma onesta a una ricostruzione che sembra chiusa e non lo è.
Correzioni pubbliche in caso di erroreRaccogliamo segnalazioni da giornalisti sotto pressione, piccole testate e associazioni di categoria. Il canale resta aperto anche quando la notizia non è pubblicabile subito.
Segnalazioni protetteLa redazione lavora tra Milano e Caltanissetta. Per segnalazioni, richieste di accesso agli atti o collaborazioni editoriali: info@tvndiscovery.com — +37 8478 6510505. Sede: Borgo Danuta 446, Milani terme, 32085 Caltanissetta (CH).
Per conoscere il percorso della testata e le persone che ci lavorano, la pagina Story raccoglie la cronologia delle inchieste e i criteri con cui scegliamo i casi da seguire.